Tempio di Augusto

Indirizzo:
Via dei Foraggi
Roma 00186
Italia

Quartiere: Fori

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Descrizione

Il tempio di Augusto (latino: templum Divi Augusti; greco: Αὐγουστεῖον, Augousteion) era un tempio dedicato ad Augusto (il primo imperatore romano) divinizzato, costruito nel Foro Romano a Roma. Fu detto anche templum novum, "tempio nuovo".

In passato era stato identificato con una struttura pertinente alla domus Tiberiana, nella zona alle pendici nord-occidentali del Palatino detta Velabro, dietro il tempio dei Dioscuri, nei pressi del Vicus Tuscus; oggi quel complesso è stato riconosciuto come una costruzione risalente all'epoca di Domiziano. Probabilmente il tempio si trova sotto le costruzioni alle spalle della Basilica Giulia, in una zona non scavata al di sotto dell'ex-ospedale della Consolazione.

Storia

Il tempio fu edificato da Tiberio, figlio adottivo e successore di Augusto, o da Tiberio e Livia Drusilla, terza moglie di Augusto e imperatrice; venne completato da Caligola, successore di Tiberio, o da Tiberio stesso, che però non lo dedicò. Tiberio costruì anche una biblioteca che dal tempio prese il nome di Bibliotheca Templi Novi o Templi Augusti.

Il tempio fu distrutto da un incendio, poco prima del 79, poi restaurato, forse da Domiziano, che pare abbia edificato un tempio a Minerva in qualche modo collegato a quello di Augusto. Antonino Pio restaurò pesantemente il tempio. L'ultima testimonianza dell'esistenza del tempio risale al 248.

Architettura

Una moneta di Caligola raffigura probabilmente il tempio: si tratta di un tempio esastilo in stile ionico con sculture sul tetto, sul basamento e sul frontone, decorato con ghirlande.

Il restauro di Antonino Pio viene celebrato in alcune monete, che raffigurano un tempio ottastilo in stile corinzio, contenente due statue, di Augusto e Livia.

Oltre alle statue di Augusto e di Livia, il tempio conteneva probabilmente anche quelle degli altri imperatori divinizzati, come suggerito dal fatto che una aedes Caesarum sia stata colpita da un fulmine nel 69. Tiberio lo decorò con un famoso dipinto, opera di Nicia di Atene (IV secolo a.C.) e raffigurante Giacinto.

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